La presentazione di o3 segna l’inizio di una nuova era per l’intelligenza artificiale. Come sottolinea Altman: “Con o3, vediamo un’intelligenza artificiale in grado di risolvere problemi complessi con un ragionamento simile a quello umano”
OpenAI ha recentemente presentato o3 e o3 mini, due nuovi modelli di intelligenza artificiale che promettono di ridefinire le capacità e le applicazioni dell’IA. Questi modelli rappresentano un significativo passo avanti nella creazione di sistemi sempre più vicini al concetto di Artificial General Intelligence (AGI), come evidenziato da Sam Altman, CEO di OpenAI: “L’AGI non è un obiettivo binario: ‘l’abbiamo raggiunta sì/no’. È più utile considerarla come uno spettro, in cui o3 si avvicina sempre più alla ‘generalizzazione’ tipica dell’intelligenza umana“.
Uno degli aspetti più straordinari di o3 è la sua capacità di generalizzare e risolvere problemi mai visti prima, dimostrando un approccio che si avvicina a quello umano. Questo risultato è stato raggiunto grazie a una combinazione di dati, algoritmi avanzati e una capacità di ragionamento definita “chain-of-thought” o “catena di pensiero”. Tale approccio permette al modello di valutare più strategie di soluzione e scegliere la migliore, simulando un ragionamento umano avanzato.
Nel 2019, nel suo influente paper “On the Measure of Intelligence”, François Chollet introdusse il benchmark ARC-AGI per misurare la capacità di un sistema intelligente di affrontare problemi complessi e mai visti prima. Questo benchmark è stato superato brillantemente da o3, segnando un progresso senza precedenti.
Le potenzialità di o3 si estendono a molteplici settori:
Nonostante i risultati straordinari, o3 presenta ancora alcune sfide. La modalità high-compute di o3 richiede 172 volte più risorse rispetto alla modalità low-computer. Ridurre questi costi sarà cruciale per la scalabilità. OpenAI sta conducendo rigorosi test di “red teaming” con esperti esterni per garantire che o3 sia sicuro da utilizzare. Il red teaming include simulazioni di scenari di abuso, test di robustezza e valutazioni dei bias, assicurando che il modello sia eticamente e tecnicamente affidabile.
La presentazione di o3 segna l’inizio di una nuova era per l’intelligenza artificiale. Come sottolinea Altman: “Con o3, vediamo un’intelligenza artificiale in grado di risolvere problemi complessi con un ragionamento simile a quello umano. Entro il 2025 vedremo modelli di AI in grado di ‘eseguire compiti cognitivi davvero sorprendenti’ e di apparire più intelligenti degli esseri umani in molti problemi complessi.”
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